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L’Obesità è una malattia cronica multifattoriale che deriva dall’interazione di fattori genetici, ambientali, sociali, comportamentali, culturali e metabolici. E’ una delle patologie più diffuse nell’ambito delle società industrializzate: si calcola che nei paesi occidentali oltre il 20% della popolazione abbia un eccesso ponderale patologico. E’ una malattia che accorcia la durata della vita e ne peggiora la qualità. Infatti, è stato dimostrato che gli obesi tendono facilmente a sviluppare malattie correlate quali diabete, ipertensione, patologie cardio-vascolari, artropatie, calcolosi biliare, dislipidemia, ictus, sleep apnea, tumori dell’endometrio, della mammella, della prostata e del colon. L’obesità, inoltre, provoca disagio sociale e psicologico a causa del pregiudizio che si è creato intorno ad essa. Indagini recenti hanno rilevato che gli obesi sono considerati poco attivi, poco volenterosi e incapaci di prestazioni fisiche. Sono, dunque, molteplici i motivi per cui è necessario ridurre il peso in eccesso di un individuo malato di obesità.
Come si misura il grado di obesità?
Il metodo più semplice e veloce per quantificare sovrappeso e obesità è calcolare l’indice di massa corporea (BMI) che si calcola dividendo il peso in Kg per il quadrato dell’altezza in m:

Quanto sei alto/a ? (in m)
Quanto pesi (Kg) ?
il tuo B.M.I. è :

ne deriva che si definisce Sovrappeso quando il BMI è tra 25 e 29.9 ed Obesità quando il BMI è maggiore di 30.

Normale BMI= 20 - 25 kg/m2
Sovrappeso BMI= 25 - 30kg/m2
Obeso BMI > 30 kg/m2
Obesità Patologica BMI > 40 kg/m2
Super Obesità BMI > 50 kg/m2
Super-Super Obesità BMI > 60 kg/m2


Un altro metodo utile per determinare il rischio di sviluppare patologie associate all’obesità è la circonferenza addominale che fornisce la misura del grasso localizzato in sede intraddominale. I valori (cut-off) sono specifici per il sesso: negli uomini >102cm e nelle donne >88cm. Dunque, i soggetti a rischio sono coloro che hanno un BMI maggiore di 30kg/m2 o una circonferenza addominale molto superiore ai valori normali. Vi sono condizioni fisiologiche o patologiche, quali ad esempio l'aumento della massa muscolare, l'accumulo di liquidi, che causano un aumento del peso corporeo, per cui la valutazione della massa grassa deve essere attentamente valutata con particolari metodiche quali la Densitometria ossea a raggi x "total body" e la Bioimpedenziometria (BIA). Tali metodiche consentono di stabilire con sufficiente precisione la percentuale di massa grassa, di massa muscolare e, per quanto riguarda la BIA, la quantità di acqua del nostro organismo

Che significa androide e/o ginoide?
La distribuzione adiposa può essere identificata con il Rapporto tra Circonferenza della Vita e la Circonferenza dei Fianchi (Waist/Hip Ratio - WHR -) ·

Androide: WHR > 0.85
Obesità centripeta, prevalentemente a carico del tronco, con gambe sottili. Distribuzione del grasso al viso, collo, spalle ed addome al di sopra dell'ombelico. Aumentata incidenza di :
  • diabete
  • iperlipoproteinemia glucido-sensibile ed ipercolesterolemia
  • iperuricemia
  • ipertensione ed aterosclerosi
Ginoide:WHR<0.78
Distribuzione del grasso tipicamente femminile, su anche, natiche, cosce ed addome sotto l'ombelico. Aspetto "a pera", con accumulo del grasso sottocutaneo al di sotto dell'ombelico e agli arti inferiori.

Per chi l’intervento chirurgico?
La chirurgia che cura l’obesità patologica, chiamata anche chirurgia bariatrica, è riservata a pazienti motivati e che abbiano secondo le linee guida internazionali:
1. Età compresa tra 18 e 65 anni.
2. Eccesso di peso pari a 45kg rispetto al peso ideale o un B.M.I uguale o maggiore di 40 da almeno 5 anni; BMI>35 affetti da patologie correlate (diabete, cardiomiopatie, osteortopatie….)
3. Provato varie terapie dietetiche e nutrizionali con o senza medicinali, ottenendo risultati insoddisfacenti e di breve durata.
4. Escluso patologie endocrine e disturbi psichiatrici.
5. Non fanno abuso di alcool e droghe.
6. Non sono affetti da malattie neoplastiche.
Tali indicazioni standardizzate sono orientative e soggette a modifiche. Qualora sia necessario, infatti il chirurgo considera ogni singolo paziente, il suo inserimento sociale e culturale, le motivazioni, la voglia di collaborare e il supporto familiare e quindi, mira principalmente a garantirgli un adeguato e duraturo calo ponderale e una migliore qualità di vita.

Cosa fare prima dell’intervento?
L’iter preoperatorio comune è innanzitutto una visita generale del chirurgo ove si raccoglie peso, altezza, B.M.I., anamnesi familiare, fisiologica, patologica remota e alimentare. Dopo, il paziente è sottoposto ai seguenti esami clinici per approfondire lo stato di salute:
  • Esami ematochimici di routine (Na, K, Ca, P, Fe, Urea, Glu, Crea, PT, Alb, Bil. Tot., Bil. D., Col, HDL, LDL, Tri, AST, ALT, ALP, gGT, LDH, CPK, amilasi, PCHE, emocromo con formula, gruppo sanguigno e fattore RH).
  • Esami ematochimici speciali (HbsAg, HCV, FT3, FT4, TSH, TG, FSH, LH, PRL, 17-B-Estradiolo, ACTH, Cortisolo libero, Gastrinemia basale, Insulinemia).
  • Rx torace, esofago, stomaco, duodeno a doppio contrasto.
  • Ecografia epatica, addominale, pelvica e tiroidea.
  • E.G.D.S.
  • ECG, Ecocardiografia e consulenza cardiologica.
  • Spirometria.
  • Visita psichiatrica, endocrinologica e anestesiologica.
Cosa fare dopo l’intervento?
Un’ottimale perdita di peso e il mantenimento di esso nel tempo non dipende unicamente dall’intervento chirurgico ma anche dall’impegno del paziente a collaborare con l’equipe medica e chirurgica. Alla dimissione, il paziente riceverà informazioni e consigli circa il nuovo stile di vita da adottare e le nuove abitudini alimentari da seguire rigorosamente, almeno nei primi mesi del postoperatorio. E’ necessario rispettare i tempi e le modalità del follow-up: visite di controllo periodiche, gastroscopia di controllo ed esami ematochimici di routine da esibire ogni sei mesi per accertare lo stato di salute del paziente. Inoltre, sarà utilissimo partecipare alle riunioni mensili di “auto-aiuto” per confrontarsi, sostenersi e consigliarsi. Tutti i pazienti sono invitati a contattare l’Ospedale ogni volta che ne avvertano la necessità.

Le regole alimentari dopo la chirurgia dell'obesità
Dopo tutti gli interventi di chirurgia dell’obesità è necessario seguire alcune regole di base essenziali per evitare le complicanze (es. vomito, diarrea) che potrebbero verificarsi già dopo pochi giorni dall’intervento:
  • Mangiare lentamente, masticando bene: mangiare troppo e velocemente può provocare vomito e diarrea;
  • E’ importante consumare piccoli pasti: smettere di mangiare appena si raggiunge il senso di sazietà!
  • Non “sforzarsi” di consumare tutto il pasto preparato se ci si sente “pieni”;
  • Inizialmente consumare verdure cotte;
  • Consumare l’ultimo pasto della giornata almeno un’ora prima di andare a dormire;
  • Se un alimento non è tollerato escluderlo dalla dieta ed introdurlo almeno dopo una- due settimane;
  • Non introdurre rapidamente grosse quantità di liquidi; si beva a piccoli sorsi;
  • Bere lontano dai pasti: 30-45 minuti prima di un pasto e dopo un pasto;
  • Attenzione alla temperatura dei cibi, evitare gli alimenti troppo freddi o caldi, perché possono favorire infiammazioni dello stomaco
Educazione alimentare dopo gli interventi di chirurgia dell'obesità
Nei primi giorni dopo l’intervento (il numero di giorni varia in base al tipo di intervento) l'alimentazione sarà completamente liquida, composta da acqua, brodo vegetale o di carne, latte o yogurt scremato, the leggero. Si passa poi ad un periodo di alimentazione semiliquida integrando omogeneizzati di carne e frutta, ricotta o formaggi molli, purea di patate, creme e passati di verdura, carne e pesce finemente tritati, semolino, pastina ecc.. Successivamente si procede ad integrare gradualmente i cibi solidi, facendo attenzione ai condimenti. Dopo questa fase di adattamento si può mangiare di tutto: pane, pasta, riso, fette biscottate, legumi, verdura (cotta o cruda), frutta, pesce, carne , uova, formaggi, yogurt magro, latte parzialmente scremato, fette biscottate. E' importante però alimentarsi in modo equilibrato, non eccedere con i carboidrati e i grassi: le uova una volta la settimana, la carne o pesce almeno una volta al giorno, frutta e verdura ad ogni pasto, evitare l'assunzione di dolciumi e bevande zuccherate (succhi di frutta, coca-cola, aranciata) evitare i cibi fritti, preferendo la cottura al vapore o alla griglia, evitare i sughi e i condimenti troppo grassi (burro, strutto, margarina, panna, maionese).


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